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Le grandi interviste di Solo in Superficie – cineserie

di maia, 14 agosto 2008

(a Francesco)

e dunque signora maia… posso chiamarla signora maia?

no, no, signorina, prego.

bene, signorina, tutti i nostri lettori pendono dalle sue labbra. Cosa si prova ad essere una delle più grandi esperte di cineserie?

mah, le dirò, è un grosso peso.
Soprattutto in tempo di olimpiadi, quando gli occhi di tutto il mondo son puntati su Pechino.

In effetti sembra un compito davvero molto gravoso

Lei non può nemmeno immaginare quanto. Essere perennemente circondata dai vicini di casa, quei quattro vecchiacci sordi e bavosi che fanno più domande dei bimbi piccoli… Che poi non vale neanche la pena di rispondergli, che tanto le risposte se le dimenticano subito!
Comincio a capire i loro poveri parenti che d’estate li abbandonano in città coi pretesti più disparati.
No sai babbo, ti porterei con me… però… sai qui al mare tira troppo un vento fresco, che te ormai sei abituato alla calura cittadina e il cambio climatico ti farebbe schiantare!
No guarda mamma, ti porterei tanto volentieri con me, ma lì alle maldive si mangia di un maaale… Guarda, gli vien mal di pancia a tutti! E infatti è per questo che ti lascio i bimbi. Ma tranquilla, non ti preoccupare per me, fra tre-quattro settimane torno.

Che poi sempre meglio abbandonarli in città che sull’autostrada.
Voglio dire, così un tetto ce l’hanno e alcuni ci hanno pure l’aria condizionata!

Sì, bene… ma, ci dica, come ha fatto a diventare un’esperta così autorevole nel suo campo?

Mi son vista un’intera puntata di quark tempo fa. Gran bella puntata. E anche due o tre puntate di Angela figlio, che c’ha un programma tutto suo, non so se l’ha visto. Fra l’altro son puntate molto più corte, ci si annoia di meno, solo che c’è il rischio che se vai in bagno un attimo ti perdi il finale e magari rimani per tutta la vita col dubbio se Michelangelo se li era poi tolti gli stivali.

Molto interessante… Ma avrà usato anche altre fonti, immagino

Ma certo! Ho approfondito gli studi su wikipedia. Non so se la conosce. Lei va lì, pigia un bottone ed esce di tutto.
E’ così che son diventata la maggior esperta di tango cingalese, fra l’altro.
Per non parlare dei cartoni. Seguo da anni i cartoni animati e lì si vede proprio tutto della loro cultura, degli usi e costumi, dell’abbigliamento…

Scusi, ma i cartoni non sono giapponesi?

Evabbè, non è che ci sia poi tutta questa differenza…
E infine la specializzazione me la son presa praticando tai chi.

Oh, il Tai Chi. Grande disciplina fisico-meditativa che affonda le sue radici teoriche nel taoismo. Questo forse è uno dei modi migliori per penetrare nella cultura cinese. E lei quale stile pratica? Il Chen? Lo Yang?

Ora se era in o ian non me lo ricordo. Però mi ricordo che mi è molto piaciuto. Sono state le due settimane più meditative della mia vita.
Comunque la tecnica non è che sia questo gran mistero, eh.
Dunque si avanza per un po’ di metri (una decina o anche meno, a seconda di quanto è grande la palestra), poi si torna indietro camminando all’indietro, poi si torna in là camminando di lato, come i gamberi, poi si torna in qua, sempre come i gamberi. E alla fine ci si ritrova sempre sul punto di partenza.
Un po’ come fare cyclette o tapis roulant, ma senza attrezzi e facendo molti versi con le braccia.
Poi però la palestra sotto casa ha chiuso… Peccato, perché costava anche poco.

Molto suggestivo.
Progetti per il futuro?

Sì, per un po’ basta filosofia, che dopo un po’ stufa. Adesso vorrei dedicarmi all’arte.
Guardi, se riesco a recuperare quella puntata di Angela mi guardo la fine.
E poi potrà intervistarmi su Michelangelo.