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Antefatto – I Rompiglioni si laureano

di maia, 13 marzo 2012

La famiglia Rompiglioni è sempre stata particolare. Un po’ diversa da tutte le altre. Almeno qui da noi.

Non dimenticherò mai la volta che una delle giovani Rompiglioni1 finalmente si laureò.

L’evento era atteso con un’impazienza e una trepidazione come solo la vigilia di Santa Trofimena.
In fondo era la prima Rompiglioni del ramo dei marinari che si laureava. La sorella più grande aveva abbandonato l’università anni prima, la più piccola probabilmente non ci sarebbe mai arrivata, quindi è comprensibile che tutti fossero così eccitati dall’idea di vedere almeno una Rompiglioni inghirlandata.

I preparativi erano cominciati mesi prima.
Le acconciature provate e riprovate, gli abiti, rigorosamente fatti su misura per l’occasione, accuratamente scelti, e poi le scarpe, le borse, gli accessori, tutti coordinati tono su tono. Messe tutte assieme, le femmine dei Rompiglioni erano come un enorme arcobaleno di tutti i colori e di tutte le età.
Il giorno fatidico si presentarono tutti puntuali al punto di ritrovo. Il viaggio non sarebbe stato troppo lungo, la giovane Rompiglioni sarebbe stata inghirlandata in una cittadina poco lontano da qua.
Mezz’ora, quaranta minuti al massimo.
Nulla era stato lasciato al caso, tre borse frigo piene di supporto alimentare, musicassette di Roberto Murolo per il supporto sentimentale e pellicce per il supporto termico. Sì, era luglio, ma vatti a fidare del tempo.

Montarono in macchina, si persero un paio di volte, alla fine arrivarono in vista della meta.
Le mura della cittadina studentesca svettavano basse, fra i palazzotti.
“Da quella parte!” urlò la giovane Rompiglioni, disperando di arrivare in tempo alla propria laurea.
Ma il padre girava in un’altra direzione.
“Dove stai andando, è di là!”
“Stai, tranquilla, cara, passiamo di qua, che abbiamo una sopresa per te”
Svoltarono in un controviale e poi in un altro. In sottofondo si sentiva, sempre più vicina, una musica tonitruante. Pareva quasi l’Aida.
Finalmente ll serpentone di macchine si arrestò, riversò la moltitudine di Rompiglioni in una piazzetta medievale, davanti a una banda musicale ingallonata. Le majorettes facevano turbinare le mazze al ritmo del Trionfo. Una doppia colonna di bimbe in bianco gettava petali per terra, mentre nugoli di colombe si libravano in cielo.

La decana dei Rompiglioni, tutta commossa “Ha visto, cara? Proprio la festa di laurea come la volevi tu, semplice semplice”

  1. le chiamano “giovani” anche adesso che assommano, in tre, più di cento anni []

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3 Commenti »

  1. Comment by Barbara Fiorio17 marzo 2012

    Bellissimo. Ci sarà il seguito?

  2. Comment by maia — 17 marzo 2012

    benvenuta, Barbara.
    certo che c’è un seguito, ci mancherebbe altro! :)

  3. Pingback by Antefatto parte II – sempre sia lodato : Solo in superficie19 marzo 2012

    […] La prima parte qui […]

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