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Alcune fondamentali conclusioni sul matrimonio (tratte alle due e mezza di notte, con tasso alcoolico n.p.)

di maia, 31 agosto 2008

Regola n.1
Ad un matrimonio le invitate nubili si riconoscono perché son quelle vestite tipo sposa.
Nei casi più estremi per distinguere quale sia la sposa vera da quelle in speranza potenza non basta seguire i paggetti (si fanno corrompere facilmente), né seguire lo sguardo dello sposo (spesso perso nel vuoto).
Molto più sicuro individuare la mamma della sposa e seguire le sue tracce lagrimatorie.

Regola n.2
La cosa che maggiormente distingue gli invitati maschi dalle invitate femmine in un ricevimento post-matrimonio è il fatto che dopo qualche ora tutte le femmine prendono a camminare con movenze alquanto singolari.
Ciò è dovuto alla successiva

Regola n.3
Quasi tutte le femmine invitate ad un matrimonio indossano scarpe nuove scomodissime.
Tutte le altre non usano scarpe nuove, ma quel paio che tengo da parte per le grandi occasioni… che poi son così carine… non ricordo mica perché non le uso mai!

Regola n.4
L’unica femmina che deroga alla regola n.3 è eventualmente la sposa.
Le più scaltre, forti del fatto che il vestito con strascico non permette agli invitati di intravvedere i loro piedi, subito dopo la cerimonia indossano scarpe da ginnastica. Lerciosissime.
Proprio a sfregio.

Regola n.5
Il matrimonio originale si distingue dagli altri non tanto per la cena a buffet.
Non tanto per il complessino di musica taranta al posto del tradizionale ominotristedanight.
Non tanto per la mancanza della torta nuziale.1

E’ un vero matrimonio originale quando al prete officiante durante la cerimonia gli scappa “tanto a noi del rito ufficiale ce ne frega una sega!”.

Regola n.6
Se ad un matrimonio non vuoi infastidire gli inevitabili parenti anziani non devi assolutamente fare le seguenti cose:
– agli antipasti servire, al posto dei soliti crostini, indistinguibili agglomerati di cibo raffinatissimo.
– invitare un’orchestrina di taranta al posto del solito ominotristedanight.
– far mancare il momento del taglio della torta.

Regola n.7
Se ad un matrimonio non vuoi infastidire le inevitabili amiche zitelle non devi assolutamente fare le seguenti cose:
– invitare un’orchestrina di taranta che inizierà a suonare furiosamente proprio nel momento in cui loro, le amiche zitelle, stavano tirando fuori tutti i giochi che avevano preparato per gli sposi in lunghe notti insonni.
– invitare un’orchestrina di taranta.
– far mancare il momento del lancio del boquet.

Ma soprattutto

Regola n. 8
Mai, e ripeto MAI, farti accompagnare al ricevimento da una coppia che si deve sposare la settimana successiva.
Il tasso di nervosismo che via via si accumula sulla coppietta può raggiungere livelli allarmanti.
Rischi seriamente la vita.

  1. cosa peraltro notevolissima, visto che obbliga gli sposi al momento della rituale foto del taglio della torta, appunto, a destreggiarsi col taglio di una bignolina alla frutta. Provateci voi con quel palettone! []

Previsioni per possibili partenti per ponti pasquali

di maia, 22 marzo 2008

Stanno per iniziare (per molti già sono iniziate) le vacanze pasquali.

I proprietari di questo blog (che poi sarei io) hanno deciso di fare omaggio ai propri lettori (che poi sono tre) di alcune pratiche previsioni, per non farli trovare impreparati.

Previsioni meteorologiche (che tempo fa):
prevista pioggia un po’ dappertutto, tranne dove nevicherà e dove ci sarà il sole.
Copritevi o scopritevi di conseguenza!

Previsioni stellari (Oroscopo):

Ariete: in amore dovrete pazientare, decisamente non è il vostro momento.
Attenzione ai rapporti di amicizia, il vostro spirito attaccabrighe e un poco rompicoglioni vi porterà a litigare praticamente con tutti.
In compenso il lavoro andrà alla grande sabato, domenica e lunedì di pasquetta.

Toro: grandiosi come sempre, inviterete otto persone e cucinerete per ottanta. Per una volta cercate di essere clementi. Non pretendete, pena punizioni corporali tipo l’ascolto di “tutto Murolo minuto per minuto”, che gli ospiti finiscano tutto.
Attenzione al colesterolo!

Gemelli: mamma mia, sempre lì a discutere… e questo non va bene, e quello l’avevo detto prima io e l’ho sentito alla radio e la radio che sento io dice le notizie meglio della radio che senti te…
Rilassatevi un attimo!

Cancro: non pervenuto.

Leone: splendidi, almeno nella vostra testa. E’ già qualcosa, no?

Vergine: Spirituali. Molto spirituali. Troppo spirituali.
Fate attenzione, con tutta questa spiritualità rischiate di fare confusione.
La vostra abitudine di ringraziare gli spiriti che vi hanno protetto la casa durante la vostra assenza, per dire, potrebbe essere considerata non esattamente consona ad una cattolica praticante aspirante alla beatificazione.
Barbablù consiglia: sceglietevi una religione, massimo due e attenetevi a quelle.

Bilancia: Campioni di buon gusto, possedete un’innata capacità nell’arredare ambienti, interni, esterni terzini e mediani. Sempre pieni di idee nuove e soluzioni strabilianti.
Siete bravi, eh. Ma di un pesante…
Il sole in opposizione consiglia di non mangiare mele gialle!

Scorpione: ahi, fate male! Con la lingua soprattutto.

Sagittario: vi piace viaggiare. Ma non, come credono tutti, zaino in spalla, tenda, e pedalare. No. Voi siete da villaggio extralusso alle seychelles o alle mauritius. Allora son bravi tutti a fare i viaggiatori!
Lì alla meta dell’ultimo viaggio che avete appena intrapreso fa molto freddo. Copritevi!

Capricorno I: com’è l’Australia?
Capricorno II: puntigliosi, precisi, saccenti fino allo spasimo, va a finire che avete (quasi) sempre ragione voi. Per questo state tanto sulle scatole!
Barbarossa consiglia: qualche volta sbagliate apposta, vedrete che verrete accolti nel mondo di quelli che sbagliano. Sì, lo so, siete come Fonzie e la cosa vi risulta quasi impossibile. E che sarà mai, per una volta fate i Pozzie!

Acquario: e va bene, avete vinto una partita, ma siete lo stesso una trentina di punti indietro. E i nostri erano tutti stanchi e rotti. Bella forza!
E il 52 pollici sarà anche bello, ma le figurine si vedono tutte distorte.
Le stelle consigliano: riportatelo indietro e fatevi dare in cambio una videocamera ultimo modello. Qualcuno in casa vostra saprà come usarla.

Pesci: dolci, timidi, creativi, sognatori… insomma, due palle.
Bisognerà che prima o poi vi decidiate a realizzarne qualcuno di quei sogni.
La luna in opposizione al trigono di mercurio in cancro dice che è il momento giusto per farvi crescere barba e capelli e iniziare un viaggio in harley, magari un bel coast to coast rimini-cecina.
Se invece siete uomini, provate a incanalare tutta la vostra creatività in un corso di pittura.

Buona Pasqua a tutti!

AGGIORNAMENTO

su gentile richiesta dei miei amabili lettori, aggiungo un paio di segni in più:

Maiale ascendente aragosta: attenzione alle feste, rischiate un’indigestione nonché la maledizione di Tutankamon!
Barbabianca consiglia: risino all’olio, parmigiano, rigorosamente reggiano, e un cornetto rosso.
L’opposizione di plutone in gallo vi sconsiglia assolutamente la visione di Buona Domenica.

Dragone: gran bel segno. Potente (d’aspetto), sontuoso (all’apparenza), imponente. Peccato per quell’irresistibile impulso che avete di arrovogliarvi su voi stessi!
Barbaviola consiglia: aspettate, non abbiate fretta. Vedrete che quell’allenatore che proprio non sopportate presto verrà allontanato, molto presto.
Anzi, se le cose andranno in un certo modo, potrebbe essere allontanato anche la settimana prossima!

Tanti auguri!

di maia, 27 febbraio 2008

Ormai è lampante, sono proprio una madre degenere.
Venti giorni fa la mia creatura ha compiuto un anno e io nemmeno me ne sono accorta!
Il primo compleanno è un avvenimento importante.
In queste occasioni si tirano le prime somme, ci si commuove, si fanno considerazioni profonde.
E io non solo non l’ho festeggiato, ma ho pure abbandonato la mia creatura a se stessa, senza cure, senza cibo, senza balocchi.
Soltanto profumi per me.

Cerco di rabberciare adesso due righe commemorative (postume?), giusto per non far brutta figura.

Ah, la mia creatura…
Ricordo come fosse ieri quando è nata, in un freddo giorno di febbraio.
Doveva essere solo un capriccio, il divertimento di un momento, qualcosa a cui non affezionarsi.
E poi… e poi mi ha preso la mano.
Dio, che emozione quando la tua creaturina ti prende la mano!

La battezzò una blogstar.
E mica una blogstar qualunque. Una di quelle sbirciatissime (e scosciatissime) che spopolano fra gli internauti maschi.
Passò, lesse, lasciò i suoi auguri e sparì.
Ma il suo odore deve essere rimasto nell’aria, attirando curiose occhiate maschili.

Perché su splinder le cose funzionano così.
Il maschio di ineternecticus splinderianus tipo fiuta instancabilmente in cerca di estrogeni.
Quando ne capta la presenza, si attacca alla (presunta) femmina, cercando di circuirla con complimenti spropositati.
Le più sprovvedute (o le più sessualmente disponibili) ci credono ed instaurano con l’esemplare (presunto) maschio fantasmagoriche relazioni virtuali.
Le altre declinano più o meno delicatamente, provocando nel maschio (o presunto tale) reazioni fra l’incredulo e l’impermalito.
Imperterrito, egli continua ad esibire la sua livrea multicolore, convinto che quel “guardi, lei è molto gentile, ma l’articolo non mi interessa” nel linguaggio femminile significhi in realtà “sì, ti desidero bello stallone, strappiamoci i vestiti a morsi!” e che “no” sia solo un modo un poco più breve per dire “forse, se insisti…”.
Quando poi l’esemplare maschio (o presunto tale) si rende conto che non c’è trippa per gatti, improvvisamente sparisce.

Non è un caso che nei blog femminili splinderiani il tasso di ricambio dei lettori maschi cresca più velocemente del prezzo del petrolio.

Certo, esistono pur sempre le eccezioni.
Su splinder ho conosciuto persone bellissime, anche di sesso maschile, alle quali dei miei estrogeni (o presunti tali) non potrebbe fregargliene di meno (e per questo non le perdonerò mai).

Persone che mi hanno seguito dopo il trasloco e che adesso aspettano pazientemente che mi sia rimessa da tutti gli stravolgimenti della mia vita.

A proposito, voglio rassicurare tutti quelli che si son preoccupati per la mia lunga assenza. Non è successo nulla di grave, eh.
Semplicemente ho trovato lavoro.

Un posto carino, situato nella piazza più bella della mia città, con colleghi giovani e simpatici e in cui si guadagna bene.

E allora che ti lamenti, mi direte?
Eh, ma questi pretendono che io lavori!

Che mondo…

shopping (piccolo regalo pasquale)

di maia, 6 aprile 2007

Sono a dieta da lunedì.
E la cosa non mi piace.
Si, perché io la dieta la trovo un’usanza contro natura, come qualsiasi privazione volontaria dei piaceri della vita. Ma in certe occasioni è obbligatorio farla. No, non parlo della fase preparatoria al primo appuntamento con un ragazzo, né a quella della prima volta in cui lui ti vedrà nuda (sempre che le due cose non coincidano). Sono fermamente convinta, come tutte le donne troppo pigre per riuscire a perdere i chili in eccesso, che la persona giusta per me è quella che mi accetta così come sono.Io la dieta la faccio per motivi molto più seri.
Ho deciso, infatti, che domani faccio shopping.

Ogni volta che vado in uno di quei grandi negozi di abbigliamento del centro, uno dei tanti Simpley, Sauronel, Bara, mi sento inadeguata e sin dal momento esatto in cui metto piede sulla soglia, avverto le occhiate strafottenti di qualcuna di quelle flessuose modelle che fingono di fare le commesse là dentro.
Così ogni volta che voglio comprarmi qualcosa di nuovo, mi devo preparare con largo anticipo, sia mentale che fisico. Devo scegliere l’abbigliamento giusto, ma soprattutto devo esibire un corpo perfetto. Insomma, il più perfetto possibile.
Io ho una mia tattica per evitare gli sguardi inquisitori di quelle iene dal sorriso falso. Entro quando il negozio è pieno. E’ vero, c’è più confusione, ma spero così sia più difficile che una di loro mi si appiccichi alle costole.
Accorgimento inutile, visto che ogni volta che mi sembra di averla fatta franca e, superata a passo di carica l’entrata, mi nascondo al riparo di uno scaffale, sento immediatamente una vocetta alle mie spalle:
“posso aiutarla?”

a quel punto tutto è inutile. Non te la scrollerai più di dosso. Anche se rispondi:
“no, grazie, stavo solo guardando…” lei ti seguirà, da lontanto, non ti perderà di vista un solo istante. E, nel momento preciso in cui starai per toccare una maglietta qualunque, lei si rimaterializzerà al tuo fianco e ti assalirà con una scarica di:

“allora quella l’abbiamo, in bianco, verde, giallo, blu, rosa, corallo, a maniche lunghe mezzemaniche, maniche corte, con scollo a v a barchetta, a…”
e tu sarai in sua completa balia.
Starai lì ad ascoltarla sciorinare tutti i pregi della maglietta che avevi adocchiato, con aria paziente, maledicendo il momento in cui ti ci eri avvicinata, fino a quando arriverà la fatidica domanda:

“allora, che taglia?”

Silenzio. Come un navigato giocatore di poker, stai lì a riflettere con quale dichiarazione aprire, mentre guardi l’avversaria dritta negli occhi.
Lei è esperta, sembra riesca a leggerti nella mente, riesce di sicuro a capire che stai per bluffare…

“44”

sorriso scettico

“44. è proprio sicura?”

“beh, ho sempre indossato la 44, da quando sono nata!”

“certo, ecco la 44. I camerini sono da quella parte” e mentre ti allunga la maglietta, il sorriso si allarga in una smorfia di scherno.

Ti avvii ai camerini, già tutta sudata.
Costi quel che costi, quella maglietta ti dovrà entrare!

“come va?” voce giuliva fuori dalla tenda.

“ehm, è un po’ stretta. Certo però che non ci si può più fidare delle taglie! E la chiamano una 44 questa? Dico io, ma come si fa? Ma li fate per le barbie questi vestiti? Come pretendete che possano stare a persone normali?”

“ecco, le ho portato una 46.”

“grazie”

“e questa come va?”

“adesso si che va bene! Comunque quella di prima secondo me ha la targhetta sbagliata. Stateci più attenti!”

“certo, signora”

signora???

Vabbè, credo che a fare shopping ci andrò la settimana prossima.
Fammi un po’ assaggiare come sono questi ovetti di cioccolato…

E anche quest’anno è passato

di maia, 17 febbraio 2007


CB043648
Io ho dei problemi con San Valentino.
Non so neanche spiegarmi bene il perché, ma è sempre stato così.
Sarà perché è una festa assolutamente inutile. Un po’ come se si istituzionalizzasse la giornata della pulizia delle orecchie. Le orecchie vanno pulite sempre, mica c’è bisogno dell’apposita ricorrenza per comprare i cotton fioc! (E’anche vero che ci sono persone che le orecchie se le lavano molto di rado e che per loro una festa del genere sarebbe utile, ma questo è un altro discorso…)
Sarà perché a me un po’ tutte le feste comandate danno fastidio…
Sia come sia, io ho sempre cercato di presentarmi ben preparata all’appuntamento, prendendo tutte le precauzioni che ritengo necessarie.
Prima di tutte, l’essere single.
In tutti questi anni, anche quando ero “felicemente accoppiata”, ho sempre cercato di arrivare a metà febbraio da signorina, da zitella, insomma, senza ritrovarmi una dolce metà cioccolatino-munita fra i piedi, ricorrendo talvolta persino alle fatidiche parole “caro, credo ci occorra una pausa di riflessione” (ma l’odiosa formula mi si è poi ritorta contro, visto che l’ormai ex dolce metà non si è più rifatta viva…)
E così ho fatto anche quest’anno.
Però, pur chiudendo per tempo quella che era una bellissima storia, mi sono resa conto che l’accorgimento non era sufficiente.
Troppo dispendio di fiorellini, cuoricini, bacini, peluchini, reclamine, ma soprattutto di canzoncine d’amore… La già odiosa radio, che è tassativamente obbligatorio tenere accesa tutto il santo giorno, tutti i santi giorni ed a tutto volume nel mio ufficio, da una settimana andava diffondendo canzoni più irritanti e cretinamente zuccherose del solito.
Non ne potevo più, ne andava della mia salute mentale!
Così ho deciso che, a mali estremi, estremi rimedi. Questa volta avrei trovato un posto sicuro, nascosto, lontano da tutto il mieloso e cioccolatoso romanticismo a comando! Si, ma dove? Esiste un posto immune a questa pazzia collettiva, a questa malattia? Un momento… Immune? Malattia? Ma certo! (oddio, avevo già cominciato a parlare da sola, la situazione era più grave del previsto…) Ecco il posto che tanto cercavo, come avevo fatto a non pensarci prima? Qual è il posto dove regnano sempre tristezza e sofferenza? Dove l’attesa e la preoccupazione prendono il sopravvento su mellifluità e sdolcinatezza?
Ma l’ospedale!
Così ho deciso di farmi ricoverare. Oddio, non intendo un ricovero vero e proprio, ché a passare una notte là dentro non ci pensavo proprio, a me bastava superare le ore difficili della giornata per poi tornarmene tranquillamente a casa verso l’ora di cena, quando l’immondo teatrino ha già dato il meglio di sé.
E’ deciso, prenoto una visita medica, lunga e dolorosa, a tenere la mente bene occupata ed al riparo da eventuali trabocchetti che il santo più subdolo del calendario (dopo santa claus, ovviamente) è tanto abile a disseminare…
Così il 14 mattina entro tutta tronfia nell’ospedale di Careggi e subito il dolce effluvio di medicinali riempie le mie narici, liberandole dall’insopportabile puzza delle rose che riempiono ogni angolo della città…
Mi avvio all’accettazione, c’è una coda lunga, lunghissima. Bene, si comincia benissimo!
Mi siedo sorridente, aspetto il mio turno leggendo il librino che, previdente, mi ero portata dietro. Un paio d’ore dopo, tocca a me, mi comunicano l’importo del ticket, cerco di andarlo a pagare, ma l’unica macchinetta funzionante è in manutenzione e l’operaio se la prende molto comoda… Un infermiere imbufalito mi viene a cercare: “Che fa qui, perde tempo? Non possiamo mica aspettare lei sa!”
Che dolci parole per le mie orecchie… Mi trascina quasi per i corridoi, mi chiude in uno sgabuzzino e mi fa spogliare. Cerco di coprirmi al meglio con il camicino verde, completamente trasparente che mi hanno dato, con la raccomandazione che lo indossassi con l’apertura sul davanti, in modo che potessero “armeggiare meglio”(?).

Si presenta il dottore. Alto, sportivo, occhi di un blu intenso, stretta forte e delicata, sguardo indagatore…
Ho capito subito che sarebbe andata a finire male…
Improvvisamente mi rendo conto di non sentirmi molto a mio agio, ad ogni passo il camicino mi si apre tutto e, nonostante abbia lasciato calze e stivali indosso, mi sento completamente nuda… Ed i capelli? sicuramente adesso saranno spettinati!

Maledetto San Valentino!

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