Crea sito

piccolo manuale di sopravvivenza quotidiana

di maia, 5 giugno 2007

C’è poco da fare, quando un padre va in pensione, tutti gli equilibri familiari faticosamente raggiunti in anni di compromessi rischiano di saltare come tappi di spumante di pessima qualità (ché quello buono un pensionato medio non se lo può permettere).

E’ vero però che non tutti i padri vivono l’avvicinarsi del grande momento allo stesso modo.
Ci sono quelli che hanno passato gli ultimi dieci-venti anni della propria vita a contare i mesi, i giorni, i minuti e i secondi che li separano dal meritato riposo.
Sono quelli che non sopportano nulla del loro lavoro. Lo vivono come una prigionia.
Passano tutto il tempo a progettare minuziosamente cosa faranno una volta che riprenderanno possesso della propria vita. Organizzano viaggi immaginari in luoghi esotici, spesso in compagna della moglie, molto più spesso in compagnia di quella segretaria del primo piano, giovane e carina, che non hanno nemmeno il coraggio di invitare a prendere un caffè.
Sono quelli che finiscono immancabilmente a leggere il giornale su una panchina della piazzetta sottocasa, prima di andare a comprare il pane o accompagnare la dolce metà dal parrucchiere.

Ci sono, poi, quelli che hanno vissuto tutta la loro vita per il lavoro. Entrano in ufficio la mattina presto, ne escono a notte ormai fonda, tutti tesi a raggiungere le uniche cose che contano: soldi e carriera. Loro della segretaria del primo piano son già stufi. Altro che portarsela in vacanza, cercano piuttosto un modo per liberarsene senza che pianti eccessive grane.
Sono padri che hanno già pianificato tutta la propria vita post-pensione. Hanno preso accordi con ditte cui fare da consulenti, con uffici di cui supervisionare la parte organizzativa, con fiorai presso i quali fare i fattorini a nero.
Questi sono i padri migliori: praticamente invisibili ai familiari dopo la pensione esattamente come lo erano prima.

E poi ci sono i tipi peggiori.
Sono una via di mezzo delle due categorie precedenti.
Odiano il proprio lavoro, ma vivono per esso. Non sopportano, cordialmente ricambiati, nessun collega, nessun superiore, nessun sottoposto, nessuna segretaria. Epperò non riuscirebbero a starne lontani. Vivono il momento del distacco come un trauma. Sono assaliti da veri e propri attacchi di panico.

Se avete un padre come questo, è necessario arrivare all’appuntamento con il gran giorno ben preparati.
E’ pensando a loro (ed a voi che ve li ritrovate in casa) che ho deciso di redigere questo agile manualetto di consigli di sopravvivenza.

Punto primo: non nominate mai la parola “pensione” invano. Al solo sentirla pronunciare, Lui rischia di esplodere in reazioni incontrollate, che possono andare dal pianto a dirotto, alla furia più cieca.
Esempio tipico di discussione con familiare poco accorto:

– pensione? Ho sentito bene? Chi ha detto “pensione”?
– No, papà, stavamo parlando del babbo di una mia amica.
– Ah, ecco, perché io sono troppo giovane per la pensione! Figurarsi se devo pensare alla pensione io!
– Beh, papà, in fondo ha 68 anni e 50 di servizio…
– E allora? Stai dicendo che sono vecchio? Ma guarda che figli che mi ritrovo, mi danno del vecchio! Vecchio a me! E’ proprio vero, non c’è più rispetto! Eh, ma ai miei tempi… (ad lib.).

Punto secondo: istituite delle riunioni segrete, in un posto che il padre non potrà mai scoprire, tipo la cucina (appena dopo i pasti, mi raccomando, altrimenti rischiate di trovarvelo nascosto nel frigorifero) o nella zona lavatrice, e date il via ad un brain storming.
La cosa più importante in queste situazioni è, infatti, trovare con largo anticipo un hobby che lo terrà lontano da casa il più possibile.
Non perché non gli volete bene, è chiaro, solo che questo esemplare è estremamente pericoloso per la salute mentale della moglie. La quale assaggia ogni santa domenica quello che l’aspetta quando se lo ritroverà fisso in casa. Questo tipo di padre è infatti di quelli che non muovono un dito nei lavori domestici, ma passano tutto il tempo alle costole della povera consorte che lava, spolvera, pulisce, indicando dove dare un’altra passata e rimproverandola per la scarsa perizia dimostrata.
E’ chiaro che una qualunque madre, per quanto paziente, non potrebbe sopportare per più di un paio di giorni una simile situazione.
Per questo è necessario portarle il marito lontano dai piedi.
Il problema è che un padre del genere è convinto di saper già fare tutto. E’ inutile proporgli corsi di fotografia, falegnameria, cucina, idraulica, disegno e qualunque altra cosa vi possa venire in mente. Vi risponderà che sono tutti inutili e che anzi lui potrebbe dare facilmente lezioni agli altri.
 
L’unico modo per cavarne le gambe, è giocare d’astuzia.

Ed ecco quindi il terzo consiglio: siate subdolamente falsi. Mai come in questo caso il fine giustifica i mezzi.
Basta pensarci un attimo, qual è la principale molla che spinge questo tipo di padre nella propria vita di relazione? Ma è molto semplice, lo spirito di competizione!
Bene, fategli credere che ammirate il padre di un vostro amico o un suo conoscente, meglio se notoriamente cretino, per una qualche abilità che lui non possiede, un’attività che non ha mai nemmeno sentito nominare.
Vedrete che non vorrà essere da meno.
Esempio di discorso falso e subdolo:

– certo maia, hai visto il Pingi come è bravo a fare l’ikebana? E dire che sembrava tanto deficiente, ma evidentemente ci stava solo pigliando per i fondelli. Uno così bravo a fare ikebana non può che essere un genio.
– Il Pingi? Ma che dite, quel cretino? Ma se è un minorato psichico!
– Sarà, ma intanto fa un’ikebana…
– Ma lo so fare anche io l’ikebana! E meglio! Mille volte meglio!
– Scusa papà, ma tu nemmeno sai cos’è…
– Vabbè, qualunque cosa sia, io lo faccio meglio!
– Sarà… (con subdola alzata di sopracciglio e sorriso beffardo)
– Come osate mettere in dubbio…
– Papà, non ti alterare. Quella dell’ikebana è un’arte antica, che richiede anni di studio, applicazione costante e una mente brillante. Il Pingi evidentemente ce l’ha…
– Ma tu guarda queste! Ma sentile…… ora vi faccio vedere io! Datemi l’elenco del telefono!

Quarto consiglio: vedete di trovarvi molto, molto lontano quando vostro padre si renderà conto di aver sborsato un mucchio di soldi per delle costosissime lezioni su come disporre i fiori.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

45 Commenti »

  1. Comment by taniele28 maggio 2007

    Focus è la Eva Tremila della scienza, come diceva una mia lontana professoressa di Chimica che mi piace ricordare così (non che sia morta, è proprio che mi piace ricordarla per questa frase). Proseguo dicendo che basta un po’ di De Filippi ad alto volume per sgretolarsi il cervello. Niente chirurgia, niente interventi risolutivi, niente azoto scambiato con l’ossigeno. Fate come me: De Filippi: una scelta di vita.

  2. Comment by maiaB28 maggio 2007

    caro taniele, mi spiace ma non accetto le tue facili ironie su Focus, la Bibbia di tutti koloro che amano la scenza.
    se non ci fosse focus certe cose chi te le imparerebbe?
    la squola, forse?
    ignorante!

  3. Comment by cronomoto28 maggio 2007

    la sindrome del dobermann, ecco cos’è!!

  4. Comment by AdRiX28 maggio 2007

    “Ora, io non ho la minima idea di quanti chili corrispondono a tre libbre, però so per certo una cosa: il cervello umano è in larga parte inutilizzato. Di questo sono sicura, l’ho visto alla Macchina del tempo (o l’ho letto in qualche numero di Focus?).”
    E’ una leggenda urbana. un mito pseudoscientifico, una bubbola.

    L’idea della riduzione dei pezzi di mente utilizzati male però…. :-)

  5. Comment by maiaB28 maggio 2007

    no, no e no, adrix, l’ho letto su Focus ( o sulla macchina del tempo), è tutto scritto nero su bianco, esattamente come la sindrome-dobermann.

    se non sei informato, peggio per te!

    crono, visto?
    e tu che pensavi alla mucca pazza… :)

  6. Comment by kaosct28 maggio 2007

    Non consiglio il drastico intervento. Conoscendo la psiche femminile, il mezzo chilo guadagnato sarebbe immediatamente recuperato con un barattolo di nutella.

  7. Comment by maiaB28 maggio 2007

    hai perfettamente ragione kaos, ma, una volta tolta la capacità di provare complessi, che vuoi che gliene importi più?
    è geniale, no?

  8. Comment by MarcusDaly28 maggio 2007

    Maia, il commento numero due contiene un errore di grammatica madornale:
    ignorante si scrive con la i, “igniorante”!!!!!

  9. Comment by maiaB28 maggio 2007

    oddio, che imbarasso!
    che figuracia!

  10. Comment by baxx28 maggio 2007

    sai che non mi pare affatto male come idea, Maia? sono praticamente certo che le donne continuerebbero a sviluppare dei complessi, magari anche solo come riflesso condizionato, ma una soluzione di questo tipo potrebbe quantomeno contenerne la lievitazione.
    certo, in tempi di parità, ritengo che anche gli ometti andrebbero sottoposti ad identico trattamento. sarebbe un mondo meraviglioso quello che, come di incanto, si schiuderebbe dinanzi ai nostri occhi. un mondo nel quale gioiremmo della tv, manderemmo un sacco di sms, passeremmo felici domeniche pomeriggio ad oziare nei centri commerciali…

  11. Comment by maiaB28 maggio 2007

    il paradiso secondo baxx?

  12. Comment by baxx28 maggio 2007

    l’hai detto Maia! spesso ho pensato che la lobotomia non fosse poi una pratica tanto barbara e che potesse esser rivalutata… ma la tua idea la supera di gran lunga: lo spazio vuoto lasciato dal cervello potrebbe essere adibito ad altri usi, per esempio. qualcosa di più utile. chessò, tipo thermos per l’orzata. o il chinotto, se proprio uno vuole. che in fondo la canicola incombe.

  13. Comment by maiaB29 maggio 2007

    orzata o chinotto nella scatola cranica?
    ma così bisognerebbe girare con un chirurgo sempre alle calcagna, pronto ad aprirti e richiuderti la testa ogni volta che ti viene sete!
    non penso che sia molto economico…

  14. Comment by baxx29 maggio 2007

    io speravo di sfruttare le cavità auricolari e cavarmela con qualche cannuccia… però forse è vero, diventerebbe dispendioso e poi, così facendo, il soggetto riprenderebbe il peso perduto. sarei quasi disposto a scommettere che il chinotto sia più pesante della materia grigia.

    meglio, allora, cercare di convincere il moroso/a che tirarsi dietro uno zainetto pieno di bibite ghiacciate oggi come oggi fa molto cool (che poi, in un certo senso, è pure vero).

  15. Comment by maiaB29 maggio 2007

    cercare di convincere?
    e che altro serve il moroso se non a portare pesi scomodi e ad aprire barattoli e macchinette del caffè?

  16. Comment by baxx29 maggio 2007

    :) ah-ha! la sudata sta sempre in agguato, lo vedi?
    …e poi uno dice perché non ti sposi…

  17. Comment by maiaB29 maggio 2007

    beh, non tutte le sudate che si fanno in coppia son biasimevoli…

  18. Comment by baxx29 maggio 2007

    di questo ti do atto! …peccato però che tante altre preferiscano fartele fare da solo!

  19. Comment by maiaB29 maggio 2007

    ehm… in che senso, scusa?

  20. Comment by baxx29 maggio 2007

    si, si, fai la gnorri… chi spinge il carrello e porta le borse della spesa? chi smonta le tende? chi, in viaggio, annaspa tra borsoni e valigioni mentre voi scattate bellissime foto ricordo delle popolazioni indigene? mphf. in che senso, mi chiedi. mphf.

  21. Comment by maiaB29 maggio 2007

    ahhhhhhhhhhh, ecco!

    comunque stai parlando alla persona sbagliata: io viaggio da sola e l’unica valigia me la trascino io, mentre scatto foto alla popolazione indigena e mentre qualcuno mi scippa il portafogli dalla borsa a tracolla…

  22. Comment by baxx29 maggio 2007

    mhmm… se è tutto vero potresti esser la donna della mia vita…

  23. Comment by maiaB29 maggio 2007

    ti piacciono le donne distratte che si fanno scippare per fare una foto che credono pittoresca ed invece è la solita vecchia vista da cartolina che si può trovare nella tabaccheria all’angolo?

  24. Comment by maiaB29 maggio 2007

    ps
    in realtà l’unica volta che son stata scippata, è stato a firenze, sull’autobus che riportava i tifosi via dallo stadio.

    ma son giustificata, ero in piena euforia post-vittoria.

  25. Comment by baxx29 maggio 2007

    semplicemente, le adoro.

  26. Comment by maiaB29 maggio 2007

    baxx… (vorrei tanto avere la faccina che arrossisce)

  27. Comment by Magosilvan29 maggio 2007

    No! La risposta Se noteremmo la differenza. Non la noteremmo mai, per definzione, perchè in una donna non guardiamo il cervello. Ma perchè, le donne guardano il nostro cervello? Al massimo lo ascoltano.

  28. Comment by maiaB29 maggio 2007

    o questa?
    guarda che mi offendo, ho un cervello bellissimo a vedersi io!
    di un elegantissimo grigio.
    con tutte quelle piegoline e circonvoluzioni…

    stai forse dicendo che ho un cervello troppo grasso?
    mica c’avrà la cellulite?
    oddio, non me ne ero mai accorta, come faccio ad uscirci adesso?

  29. Comment by sarmigezetusa31 maggio 2007

    ti aspetto, allora
    io sono quello con un libro verde in mano

  30. Comment by maiaB1 giugno 2007

    uhm… immagino sarai l’unico…

  31. Comment by Alexios9761 giugno 2007

    Invece dei chili, ci sarebbero molti maschietti pronti a pagare per qualche centimetro in piu’ …
    Questo non e’ un commento autobiografico.
    Giuro! :)

  32. Comment by maiaB1 giugno 2007

    qualche centimetro di cervello?
    non faccio fatica a crederlo! 😉

  33. Comment by baxx1 giugno 2007

    ma mica per il cervello, Maia! i cm servono per i tacchi, è infatti risaputo che l’effetto soporifero indotto dalla rarefazione dell’ossigeno in quota apporta degli immediati benefici all’umore degli ometti. anche l’autostima ci guadagna. un pò come il caffè di montagna, toh.

  34. Comment by maiaB1 giugno 2007

    ah, ecco.
    non lo sapevo.
    sai, a vedere fassino, non sembrava proprio… :)

  35. Comment by baxx1 giugno 2007

    ma è tutta questione di quota: una rarefazione eccessiva induce solo l’effetto di sonnolenza…

  36. Comment by maiaB1 giugno 2007

    sei un genio baxx.
    se non ci fossi tu, chi me le spiegherebbe tutte queste cose? :)

    dunque, berlusconi è così ansioso ed aggressivo perché troppo basso.
    fassino tetro per l’effetto sonnolenza dovuto all’altezza eccessiva.

    ora è tutto molto più chiaro :)

  37. Comment by baxx1 giugno 2007

    chissà, forse dando qualche sforbiciata a Fassino e donando il ricavato a Berlusconi… si potrebbe arrivare ad una situazione di equilibrio in cui ci lascerebbero vivere tutti felici e contenti. Maia, forse dovremmo metter su un banchetto e raccogliere qualche firma!

  38. Comment by maiaB1 giugno 2007

    non oggi però.
    piove troppo

  39. Comment by baxx1 giugno 2007

    forse oggi dovremmo mandare in giro loro. uno con un pò di fortuna si restringe, l’altro… boh, ai funghi l’acqua fa bene, hai visto mai che cresce da solo.

  40. Comment by maiaB1 giugno 2007

    concordo.
    io rimarrei invece a casa, accoccolata sotto un plaid ad ascoltare buona musica.

    purtroppo però mi tocca il dentista.

  41. Comment by baxx1 giugno 2007

    magari! io non posso, che ho un pò di socette da fare… però mi consolo perché potrebbe pure andarmi peggio. potrei dover andare dal dentista, ad esempio. o potrebbe ricominciare a piovere.

  42. Comment by baxx1 giugno 2007

    cosette, ehm, non socette. una socetta non l’ho mai fatta, ad esser sincero [sul serio, non avrei problemi a dirlo].

  43. Comment by maiaB1 giugno 2007

    see, see, dicono tutti così…
    chissà quante te ne sei fatte di socette!

  44. Comment by baxx1 giugno 2007

    socc’mel!

  45. Pingback by de femminilbus trucchibus contra homines erectos (magis magisque raro) : Solo in superficie27 settembre 2008

    […] il successo riscosso dal primo manualetto sull’arte della sopravvivenza e dall’argomento “cara ti amo”, ho deciso di proseguire nella mia opera divulgativa, […]

*