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l’anno della maturità

di maia, 23 maggio 2007

“E tu dov’eri, cosa stavi facendo?” è la domanda che ti fanno più o meno tutti. Che imbarazzo dover rispondere “veramente non lo ricordo”.
Imbarazzo misto a senso di colpa. Perché io di quel 23 maggio del 1992 non ricordo nulla. Non ricordo dov’ero, cosa stavo facendo, con chi.
Era l’anno della maturità. Tutto vissuto in un’altalena di angoscia e sospensione nell’incoscienza, credo per salvare quel poco di nervi rimasti.
Una cosa però la ricordo benissimo. Ricordo la mia reazione alla notizia.
Una reazione della quale mi vergogno.
Pensai: “Beh, era questione di tempo”.
Poi altre emozioni prevalsero: sconforto, rabbia, frustrazione.

La traccia sull’attualità quell’anno riguardava la conferenza mondiale su ambiente e sviluppo che si era tenuta a Rio de Janeiro i primi di giugno.
I giornali e le televisioni ne parlavano come di un evento storico che avrebbe rivoluzionato in meglio la vita di tutti, risolto definitivamente i problemi di surriscaldamento globale e di inquinamento.

Feci quel tema, pensando ad altro.
Ne venne fuori un’amara dichiarazione di disillusione.
Il presidente di commissione agli orali mi disse, mentre ancora mi stavo sedendo: “signorina, il suo tema ci ha lasciati sbigottiti. Qui si parla di qualcosa di unico, di innovativo. Non può già partire con l’idea che resterà tutto come prima, che è tutto inutile. Non è troppo giovane per essere così cinica?”.

Ricordo esattamente dov’ero il 19 luglio 1992.
Ero a Capraia, a casa di un’amica, a festeggiare la maturità raggiunta.
Un posto da favola, un piccolo paradiso.
La mamma della mia amica entrò in cucina ansante: “Lo hanno rifatto. Hanno ucciso Borsellino!”.

Di quella volta invece ricordo tutto.
I colori della casa, quasi accecante nel suo bianco perfetto. I colori delle imposte, azzurre come il cielo terso di quei giorni. La tovaglia colorata sulla tavola. La faccia di quella donna, sinceramente sconvolta.

Quella volta ho pianto.

Guardavamo ai telegiornali la gente in strada manifestare la propria rabbia. La padrona di casa era raggiante. “Qualcosa sta cambiando, finalmente!” diceva. Io mi sentivo in colpa. Mi chiedevo solo “quanto durerà?”.

Nel 1992 non diventai solo matura. Quell’anno diventai vecchia.

(crosspostato su cabaret bisanzio)

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15 Commenti »

  1. Comment by SuperM23 maggio 2007

    vivido

  2. Comment by Magosilvan23 maggio 2007

    Un solo errore, in un post quasi perfetto. Non avresti dovuto citare Borsellino, non avendolo fatto per Falcone. Mi piace, però, e avendo letto il tuo non credo posterò niente sull’argomento, pur ritenendolo doveroso. Per una serie di motivi conosco bene, da tanto tempo, una persona che collaborava con lui al ministero, e che oggi è parlamentare, con cui condivido un particolare pudore a parlare di Giovanni Falcone, come se non fossimo degni della sua statura morale, per poterlo fare. Ecco, forse per lo stesso pudore non lo nomini tu. Borsellino è “quaai” e detto con tutto il rispetto possibile un eroe per caso. Che si è trovato a dover fare l’eroe, a voler fare l’eroe, per il rispetto che doveva all’amico, ancora più che per il senso dello Stato e il rispetto per tutti noi che motivava Flacone. Borsellino quel senso dello Stato, quel rispetto nei confronti di noi cittadini temo lo avesse perso da tempo.

  3. Comment by baxx24 maggio 2007

    è brutto abituarsi a certe cose, è triste aver coscienza di come girino il mondo e le teste delle persone. non credo significhi diventar vecchi, dubito che tu lo sia. in “gruppo di famiglia in un interno” Helmut Berger si uccide pensando a quale lezione avrebbe dato ai suoi amici, ma uno di loro dice che ha sbagliato a fare i propri calcoli… la gente dimentica, e lo fa in fretta.
    boh, Maia, stai a vedere che siamo due vecchietti e non ce n’eravamo accorti.

  4. Comment by maiaB24 maggio 2007

    parla per te, io me ne ero accorta benissimo! :)

    (ho cancellato le risposte a superM ed al mago perché tutti quei ringraziamenti facevano troppo cerimonia degli oscar :)

    ed io, in fondo, sono un tipo pudico

  5. Comment by baxx24 maggio 2007

    di esser diventata vecchietta? mavvà… la strada per la pensione è ancora lunga e impervia!

  6. Comment by maiaB24 maggio 2007

    la pensione?
    ma pensi davvero che a noi ne spetterà una?

  7. Comment by baxx24 maggio 2007

    mah. qui in diverse zone stanno già riducendo i tempi dei semafori, per l’attraversamento pedonale. è una roba sperimentale: nessun vecchietto riuscirà mai ad arrivare indenne dall’altra parte. è una soluzione al problema delle pensioni, radicale ed efficace. certo, noi mica ci faremo fregare così… son trucchetti da dilettanti, quelli.

  8. Comment by SuperM24 maggio 2007

    Ci sono gli estremi per offendersi

  9. Comment by maiaB24 maggio 2007

    perché superM?
    vi ringraziavo in maniera così mielosa da risultare quasi imbarazzante :)

    un sentito ringraziamento in privato non basta?

  10. Comment by biank24 maggio 2007

    a volte è brutto sentirsi inutili proprio quando pensi che inizi la vita (o parte di essa). Un altro magistrato disse: “…resistere, resistere, resistere !

  11. Comment by maiaB25 maggio 2007

    inutili. impotenti. cinici. rassegnati.
    penso sia la ressegnazione la cosa che mi fa più paura biank

  12. Comment by Lawrence875 giugno 2007

    Io già adesso ho iniziato a rimuovere quel mese dalla mia memoria..ed è passato solo un anno…

  13. Comment by maiaB5 giugno 2007

    dio Lawrence, sei così giovane…

    comunque, beato te che riesci a rimuovere.
    io continuo a sognarlo.

  14. Comment by PiccoliSussurri7 giugno 2007

    Bello.

  15. Comment by maiaB7 giugno 2007

    grazie.
    è molto sentito

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